Il giardino è uno spazio della casa strettamente connesso all’irrigazione, e dunque al consumo di acqua. E per quanto i sistemi di irrigazione possano rivelarsi efficienti nell’ottimizzazione delle risorse, si tratta comunque di un consumo di un bene prezioso, che soprattutto nei mesi caldi tende a scarseggiare in molte zone d’Italia. Oltre a essere una voce di spesa non indifferente (per quanto ampiamente ripagata “in natura”, nell’accezione più letterale del termine) per i proprietari di giardini.

Come ovviare al consumo, spesso ingente e talvolta indiscriminato di acqua per l’irrigazione?

Una soluzione per mitigare il problema, riducendolo realmente ai minimi termini, può essere offerta dalle tecniche di sviluppo dei cosiddetti dry garden. Pensati e realizzati inizialmente soprattutto in ambito anglosassone (Stati Uniti e Regno Unito in primis), i dry garden sono realizzati secondo tecniche e protocolli specifici per ridurre al minimo il consumo di acqua per irrigazione senza rinunciare ad avere un giardino rigoglioso (e senza ricorrere a erba, piante e alberi sintetici, ovviamente). Nelle righe che seguono andremo a esaminare le tappe per realizzarne uno in casa propria.

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  1. Utilizzare piante che richiedono piccoli quantitativi di acqua. Non pensiate di dover tappezzare l’intero giardino di cactus (che pure, nel giusto numero, farebbero la loro degna figura). Esistono infatti piante molto più comuni che fanno al caso vostro: rosmarino, ginepro, tamerice, erica, salvia e lavanda hanno il triplice pregio di non richiedere irrigazioni abbondanti, di resistere anche alle intemperie dell’inverno e di emanare gradevoli sentori che profumano l’aria circostante.
  2. Zonizzazione delle aree del giardino. In altre parole: creare degli spazi comuni dove raggruppare le piante che necessitano grossomodo del medesimo fabbisogno di acqua. In questo modo, sarà possibile ottimizzare gli apporti idrici senza approssimazioni o dispersioni, soprattutto se usa l’irrigazione artificiale.
  3. Tappezzanti per il prato. Le piante tappezzanti sono piante perenni che si sviluppano orizzontalmente, vantano una grande resistenza all’usura da calpestamento, sono folte, possiedono una notevole capacità di rigenerazione e soprattutto non richiedono quantitativi esagerati di acqua. Sono l’ideale per rimpiazzare il classico pratino all’inglese, in genere l’elemento vegetale del giardino che consuma le maggiori risorse idriche. Tra le piante tappezzanti consigliate: trifoglio, dichondra e dymondia margaretae.
  4. Irrigazione serale. Per evitare la parziale evaporazione dell’acqua (in luogo del suo completo assorbimento) nelle ore diurne per effetto dei raggi del sole. Le piante di cui al punto 1 non ne soffriranno.
  5. Composizione del terreno. Altro elemento cruciale. Serve il giusto dosaggio di struttura argillosa e materiale organico, utili a trattenere l’acqua favorendone il lento assorbimento, senza però creare pericolosi ristagni.

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